I 5 dischi migliori dei Radiohead, secondo @rockinclarinettoGuida all’ascolto dei pionieri dell’alt rock

di @rockinclarinetto - Clarissa Guidi

Ciao!
Oggi cercherò di guidarti alla scoperta di uno dei gruppi rock migliori di sempre, i Radiohead. Lo farò parlandoti della genesi e delle caratteristiche di cinque album in particolare, quelli che ritengo siano i capolavori della band. Leggi l’articolo fino alla fine per una piccola chicca extra!

I Radiohead sono un gruppo musicale alternative rock, formatosi nel 1985 a Abingdon, nell’Oxfordshire, Regno Unito. La band è composta da 5 membri: Thom Yorke (frontman e cantante del gruppo) Jonny Greenwood (chitarrista solista), Ed O’Brien (chitarrista ritmico), Colin Greenwood (fratello di Jonny e bassista del gruppo) e Philip Selway (batterista).

Gli esordi

Il primissimo nucleo del gruppo era composto unicamente da Thom Yorke e Colin Greenwood, che erano diventati amici tra i banchi della Abingdon School di Oxford; successivamente, nel 1985, i due si unirono a Ed O’Brien, Philip Selway e poco dopo anche a Jonny Greenwood, fondando insieme una band che decisero di chiamare On a Friday (in riferimento al consueto giorno settimanale in cui i cinque si riunivano per provare nelle aule della scuola). Dopo la fine degli studi liceali, fortunatamente il gruppo non si sciolse, ma anzi cominciò a suonare in giro per i locali di Oxford e dintorni, diventando anche abbastanza famoso: infatti, con l’intensificarsi dei concerti, case discografiche e produttori cominciarono a manifestare interesse per la band (che intanto, nel 1991, aveva cambiato nome in Shindig). Nell’inverno del
1991, gli Shindig firmarono con la EMI, etichetta discografica londinese di assoluto rilievo: proprio su richiesta dell’etichetta il gruppo cambiò finalmente il nome in Radiohead, ispirandosi al titolo dell’omonima canzone dei Talking Heads.

Dopo questa breve parentesi iniziale sugli esordi del gruppo, utile per capire il contesto di formazione della band, entriamo subito nel vivo dell’articolo! Cominciamo l’analisi dei cinque dischi, in ordine cronologico.

Analisi dei 5 dischi

1. Pablo Honey

Nel 1992 i Radiohead pubblicano un singolo, Creep, destinato a diventare il brano più famoso ed incisivo del gruppo, nonché uno dei pezzi più iconici degli anni ’90 e di tutto l’alternative rock: un singolare aneddoto riguardante Creep è proprio la chitarra elettrica ultra-distorta, presumibilmente una Fender Telecaster, che entra in modo aggressivo appena prima del ritornello, chitarra aggiunta dopo la fine delle registrazioni dal chitarrista Jonny Greenwood, con l’intento di rovinare un brano che a lui non piaceva, poiché troppo perfetto e preciso; ovviamente Greenwood non poteva immaginare che proprio quella parte di chitarra sarebbe diventata così rappresentativa del suo sound e del sound dell’intera band.
Inaspettatamente, Creep riscosse un immediato successo nel Regno Unito e addirittura in America, e fu così che il gruppo arrivò sull’orlo dello scioglimento, non riuscendo quasi a far fronte alla pressione derivante da un successo così improvviso. Pertanto, il brano divenne quasi un tabù per gli stessi membri del gruppo, che si rifiutavano di essere etichettati come ‘il gruppo di Creep’, e che per molti anni si rifiutarono di suonare il brano live. Il singolo verrà ovviamente incluso nel disco di esordio del gruppo: nel 1993 i Radiohead pubblicano Pablo Honey, il loro primo LP: sebbene considerato dai critici un disco di minore spessore, questo loro primo lavoro contiene già tutte le caratteristiche future del gruppo, che andranno a consolidarsi nel disco successivo. Pablo Honey è quindi degno di menzione in quanto contenente la hit Creep, ma ci sono anche altri pezzi che a me piacciono particolarmente e che ci tengo a condividere con voi: You, Thinking About You, Blow Out e Anyone Can Play Guitar. Consiglio l’ascolto di questo LP, dopo l’ascolto dei dischi successivi, a chi vuole comprendere meglio lo sviluppo che i Radiohead hanno avuto e la vasta gamma dei generi che hanno attraversato.

2. The Bends

Nel 1994 i Radiohead pubblicano il singolo My Iron Lung, brano che sarà incluso nel secondo album e che segna un punto di incontro tra lo stile più tradizionale di Pablo Honey e quello più tipicamente ‘radioheadiano’ e maturo dei dischi successivi. Nel 1995 i Radiohead pubblicano il loro secondo LP, The Bends. L’album ottiene il successo desiderato nel Regno Unito, riuscendo a consacrare i Radiohead come una delle band più importanti e innovative del genere. L’LP comprende anche altri capolavori oltre a My Iron Lung, come i singoli: Fake Plastic Trees, High and Dry, Just e Street Spirit (Fade Out), o come altri brani del disco, quali Planet Telex, Black Star e The Bends. Le sonorità del disco sono
caratterizzate da chitarre che suonano riff distorti e potenti (in linea con lo stile rock, ma che comunque preannunciano la rivoluzione di stile che seguirà con l’album successivo), ma soprattutto dalla voce di Thom Yorke, caratterizzata da un registro di testa così acuto e delicato e
al tempo stesso da un registro di petto grave e potente, una voce straordinaria che modellerà tutte le successive canzoni della band. The Bends porta i Radiohead al successo commerciale in patria, seppur non riuscendo con nessun brano a superare il successo mondiale di Creep.
Consiglio l’ascolto di The Bends ai fan del classic rock, per i quali sarà possibile appassionarsi rapidamente al disco, ritrovando al suo interno sonorità conosciute e familiari alle proprie orecchie; questo, per gli ascoltatori meno navigati, potrebbe essere un ottimo punto di partenza
per immergersi dentro al sound della band.

3. Ok Computer

Nel 1995 i Radiohead scrivono il singolo Lucky e nel 1996 cominciano a lavorare al loro terzo album: Ok Computer esce all’inizio del 1997, indirizzando definitivamente i Radiohead verso la musica sperimentale. Questa rivoluzione di stile verrà acclamata tanto dalla critica quanto dal pubblico (Ok Computer ebbe un enorme successo commerciale in tutto il mondo, imponendosi come uno degli album più influenti della storia del rock). Dal punto di vista musicale, Ok Computer appare un disco completamente maturo, ispirato alle sonorità del progressive rock e della musica elettronica (esemplificativo di queste nuove sonorità è il singolo Paranoid Android); tra gli altri pezzi importantissimi del disco si segnalano: No Surprises, Exit Music (For a Film), Let Down e Karma Police (se siete chitarristi e andate a lezione da Edo, quest’ultima la conoscerete bene!). La critica acclama il disco anche per i significati dei testi, che spesso criticano la società capitalista globalizzata, denunciando la spersonalizzazione e l’alienazione dell’individuo, e il suo desiderio di evasione da un contesto così conformista ed omologato. Consiglio l’ascolto di Ok Computer dopo l’ascolto di The Bends; in questo modo sarà possibile percepire al meglio l’evoluzione sonora che la band ha maturato in soli due anni. Gli abituali ascoltatori di progressive rock si sentiranno sicuramente ‘a casa’ ascoltando questo disco.

4. Kid A

All’inizio del 1999, i Radiohead cominciano a lavorare al nuovo disco, dopo essersi presi una pausa dalle scene nel 1998. All’apice della sua carriera, la band avrebbe potuto a scrivere canzoni sulla scia di Karma Police, invece sceglie, ancora una volta, un radicale cambiamento di sonorità, dirigendosi verso un’ulteriore sperimentazione musicale. Dopo quasi 18 mesi di registrazioni, nel 2000 esce il primo prodotto, ovvero il quarto disco del gruppo, Kid A.
Kid A è un LP che non ha niente a che vedere con i precedenti e che soprattutto si distacca totalmente dalle convenzioni del genere pop. Date queste premesse, Kid A costituisce, tuttavia, il più grande successo mondiale della band, che addirittura debutta in cima alla classifica americana di Billboard. Questo successo è sicuramente dovuto all’enorme ‘hype’ per un seguito del celebratissimo Ok Computer. I fan della band si divisero: da una parte, coloro che erano rimasti disorientati dalle nuove sonorità del disco avevano preferito i precedenti, dall’altra, coloro che ritenevano Kid A la loro migliore opera. Tra i pezzi capolavoro del disco, è necessario ricordare: Everything in Its Right Place, How to Disappear Completely, Kid A, Idioteque e Optimistic. Nel 2001, come secondo prodotto delle sessioni di registrazione del 1999, esce Amnesiac, che aggiunge 4 nuove tracce. Particolarmente belli sono i brani I Might Be Wrong, Pyramid Song e Knives Out. Ascolti consigliati ai fan più navigati del gruppo, o, anche in questo caso, agli abituali frequentatori del prog rock.

5. In Rainbows

A partire dal settembre del 2007, i Radiohead iniziano a promuovere il loro settimo album: l’album, oltre che venduto nei classici formati CD/vinile, sarebbe stato anche scaricabile in formato MP3, e ogni ascoltatore avrebbe potuto decidere il prezzo che avrebbe pagato, secondo la formula pay what you want. È stato stimato che, nel giorno dell’uscita, il 28 dicembre 2007, l’LP sia stato scaricato da oltre un milione di persone. In Rainbows, grazie anche a questa geniale trovata di marketing, riesce a scalare le classifiche mondiali, raggiungendo, come Kid A, la prima posizione nella classifica statunitense di Billboard. Il disco riceve molte critiche positive, fino ad essere acclamato dalla critica come il migliore del gruppo, perché risulta al tempo stesso innovativo e accessibile, riuscendo quindi a unire le caratteristiche dei dischi precedenti. Questo disco è il mio personal favorite; ritengo che tutte le tracce siano degne di nota, ma alcune sono sicuramente più significative, come Nude, Videotape e All I Need, che sono anche tre delle mie canzoni preferite della band, nonché quelle con cui mi sono avvicinata all’ascolto del gruppo. Infatti, mi sento di consigliare questo disco sia ai fan che già ascoltano i Radiohead, sia alle persone che non hanno mai sentito una loro canzone, o magari conoscono poco il gruppo, proprio perché In Rainbows contiene tutte le caratteristiche del sound maturo dei Radiohead, mantenendosi comunque molto godibile ed intelligibile anche per l’ascoltatore neofita.

Se sei arrivato fino a qui e hai letto tutto l’articolo, ti ringrazio dell’attenzione che mi hai dedicato!
Ecco a te una chicca finale, il link ad una playlist Spotify creata da me, contenente tutte le migliori
canzoni (o almeno le mie preferite) dei Radiohead.
https://open.spotify.com/playlist/562WqVADTyb8vHWPAQsQZv?si=6391d5d90c8d4eee

Grazie e Buon Ascolto!

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